lunedì 3 settembre 2012

- Capitolo 8 -

CHIEDO UMILMENTE SCUSA PER IL RITARDISSIMO. SONO IMPERDONABILE MA SPERO DI RIMEDIARE METTENDO DUE CAPITOLI DI SEGUITO.

GRAZIE COME SEMPRE ALLA MIA BETAMICA MIKI PER LA TEMPESTIVITA' DI INTERVENTO NELLA CORREZIONE. GRAZIE GRAZIE!!

SPERO VI PIACCIA E NON TRAETE CONCLUSIONI AFFRETTATE ALLA FINE DEL CAP 9 CHE SEGUIRA'. VI  PREGO NON ODIATEMI.

BACIO E GRAZIE A TUTTE!!

PS: SEMPRE A CHI HA LETTO " IL CAVALIERE D' INVERNO" SPERA FACCIA PIACERE L'AVER SCELTO "LUI" COME SPECIAL GUEST PER QUESTA STORIA, E DICIAMO CHE "LUI" RIENTRA DI PIU' NE  " IL GIARDINO D' ESTATE " YOU KNOW .... E CHIEDO SCUSA ALLA SIMMONS LOL )
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Angela era stata grandiosa. Quel pomeriggio aveva pianificato tutto. Avrebbe spinto Bella, con una scusa, a raggiungermi in piscina.
Emmett aveva acconsentito a stare al gioco senza problemi, nel caso avessero fatto domande. Mi piace quel ragazzone, mi è piaciuto fin dal primo giorno, il suo modo di fare, la sua professionalità, la sua amichevolezza. Ed è un bravissimo medico.
Avevo tutte le intenzioni di parlare con Isabella, cercare di conoscerla, parlarle dell’Italia e dell’operazione imminente, delle mie intenzioni ma … avevamo finito, non so come, a fare l’amore in acqua. Certo lo avevo sperato, il luogo non è stato scelto a casaccio, ma è successo tutto velocemente e naturalmente.
Lei, soprattutto, ha ceduto.
Non lo avrei mai detto, ma credo che entrambi proviamo la stessa attrazione fisica e mentale. Lei è molto combattuta e capirò il perché, dobbiamo parlare e chiarirci, prima che io parta. Rimarremo in contatto telefonico e poi la raggiungerò il prima possibile. Checazzo! Siamo nell’era di internet e del web, ci possiamo vedere e parlare quando vogliamo!
O magari lei raggiungerà me.
Sono talmente felice per quello che è successo con Isabella che non mi importa quasi nulla di essere ancora in queste condizioni, anzi ho quasi paura di avere qualche flashback e ricordare all’improvviso tutto. Paura che abbia ragione lei e che questo fatto comporti un cambiamento tra di noi. Certo che aver ricordato di Tanya e non provare praticamente quasi nulla per lei mi conforta ma anche mi spaventa. Mi manca ancora di ricordare “tutto” di lei ed è per questo che mi sento così distaccato nei suoi confronti? O è per essermi innamorato di Isabella e tutto questo contesto mi confonde?
Mi chiedo quale sia il vero “me stesso”.
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La notte passa velocemente.
Solo verso mattina sogno di una donna. Una bella donna, capelli color caramello, occhi castano scuro, un sorriso dolce.
Mi chiama per nome.
Mi avvicino ma mi accorgo solo così che invece sta piangendo. Nel momento in cui sta per abbracciarmi mi sveglio e capisco, anzi ricordo perfettamente fosse mia madre Esme.
Ricordo anche che non è la mia madre biologica visto che ha sposato mio padre che io avevo praticamente due anni e mia madre Elisabeth morì di parto. Mi allevò come fossi suo, visto che lei non poteva averne.
Lei era stata abbandonata dal marito e sola, si trasferì a New York dove incontrò mio padre, il suo vicino di casa. Visto che era solo, iniziò col dargli una mano in casa e con me, da cosa nasce cosa, ed infine mio padre se ne innamorò. Per mia madre Esme fu colpo di fulmine nel preciso momento in cui lo vide sulla soglia di casa a chiederle dello zucchero. Naturalmente sapendo fosse vedovo non si azzardò mai a chiedergli nulla ma fu lui a fare il primo passo, appunto quando avevo quasi due anni. Si sposarono ed Esme diventò a tutti gli effetti mia madre.
Ricordo quanto mi ami e la sua disperazione per la morte di papà. Mio padre è morto! E il mio cuore perde un battito, come quel maledetto giorno.
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3 Agosto
·       Buondì Tenente! Tutto bene? – Isabella è raggiante, bellissima nella sua divisa bianca, mi raggiunge sorridente e serena. Cazzo se è perfetta!
·       Buongiorno Isabella! Si, tutto bene. Credo di aver appena ricordato di mia madre e di mio padre, o almeno lo spero …
·       Davvero?! Lo hai detto a Carlisle? Lo chiamo subito …
·       No! Aspetta. Vieni qui!
·       Che c’è Tenente?
·       Mmmm, mi piace quando mi chiami così
·       Sssshh! Sei matto! Qui c’è gente che “ascolta”, ricordi? – e nel frattempo tira il paravento per la privacy visto che è il momento del mattino che amo di meno, ma dato che è lei e non Angela ad occuparsene, ne sono felice.
·       Fa di me ciò che vuoi infermiera!
·       Non ti scaldare troppo Tenente …
·       Baciami Isabella – praticamente lo sussurro ma lei lo legge sulle mie labbra
·       No … - ma capisco che non vede l’ora di farlo
·       Baciami … - l’attiro verso di me dal polso, lei si volta a vedere che non ci sia nessuno e si abbassa sul mio viso
·       Credo che abbiamo corso un po’ troppo ieri pomeriggio, Tenente. Non avremmo dovuto.
·       Mh! Mh! – ci baciamo a fior di labbra ma subito dopo segue un bacio molto più profondo e meno casto.
·       Dobbiamo parlare di molte cose Edward
·       Lo so e lo faremo. Devo dirti una cosa importante prima che …

ma da dietro il telo di stoffa spessa compare il dott. Cullen con tanto di Generale al seguito. Isabella si irrigidisce ma abilmente è riuscita a riprendere il suo aspetto di infermiera diligente e nessuno si è accorto di nulla. Dal suo viso però noto un cipiglio di preoccupazione. E lo sono pure io.

·       Tenente Masen, buongiorno! I suoi documenti sono qui nella sua cartella, siamo pronti al trasferimento appena il dott. Cullen avrà finito la visita e gli accertamenti necessari per il suo spostamento verso l’aeroporto con l’ambulanza.

Cazzo no! Non così! Non adesso!
Guardo Isabella.
Gli occhi già pieni di lacrime, il petto che le si alza e abbassa con affanno.
Non una parola, un gesto.
Sbatte piano le palpebre, una goccia di tristezza le riga il viso. La toglie con un gesto rapido e invisibile.
Tutti guardano me.
Del suo strano stato d’animo non se ne accorge nessuno.

Se ne va …

·       Scusatemi Signori! Vado dagli altri pazienti, vedo che avete delle cose urgenti di cui occuparvi a cui non devo rendere conto. Arrivederci. Carlisle! … Generale! … Tenente! – ci saluta con risolutezza e professionalità. Non si volta nemmeno un attimo, nemmeno per vedere dai miei occhi che mi dispiace, che lo stavo per dire e raccontargli tutto quello che mi avrebbe atteso da lì a pochi giorni! –
·       Allora Tenente! È pronto? Finalmente iniziamo a sistemare qualche pezzo del puzzle -  Il dott. Cullen mi parla ma sinceramente non so come rispondere – tutto bene Tenente? Ha qualche dolore, qualcosa che la preoccupa? – si! vorrei dirgli, qui dritto al cuore cazzo! - dovrebbe rallegrarsi, le cose si stanno aggiustando. La sua famiglia la raggiungerà in Italia per assisterla. Non hanno voluto sentire ragioni.
·       C… Cosa scusi?
·       Sua madre e sua moglie, Tenente! La raggiungeranno a Verona, dove verrà operato e dove recupererà poi all’ospedale militare. Abbiamo una base NATO laggiù. E’ tutto apposto.
·       Mia … mia moglie?
·       Ora stia calmo, più tardi, il Generale Barrington si dedicherà a tutte le sue domande. Ora si sdrai.

Guardo il Generale dritto negli occhi, quel viso mi ricorda qualcuno.
Mi ricollega a mio padre credo.
Ma è tutto confuso.
Ho la strana sensazione che mi nasconda qualcosa.
O forse sono solo io ad essere scosso?
Tanya è mia moglie?
Cazzo no! Non lo ricordo! quello non lo ricordo per niente, il matrimonio, niente!

Il dottore termina la visita.
In qualche modo gli comunico dei miei piccoli progressi nell’aver ricordato mia madre e di mio padre.
A quanto pare è un bel passo avanti!
Il dott. Cullen ne è molto soddisfatto, lo appunta sulla cartella medica.

Sono così schoccato che comunque non ricordo con quali parole lo racconto.
Sembra pure che il Generale qui presente sia più sollevato, appena nomino mio padre.
Ho bisogno subito di parlare con lui, ma sembra non sia il solo ad averne la necessità.

-        Dott. Carlisle, vorrei parlare in privato con il Tenente, se fosse possibile… e non qui.
-        Certo Generale, le posso cedere il mio studio se ha urgenza, tanto io per ora sono di visite e ho dei documenti da preparare in amministrazione, quindi… chiamo l’infermiera e faccio portare il Tenente lì. Lo può aspettare la; prego mi segua!

Si allontanano, e prego con tutto il cuore che l’infermiera sia Isabella.
Le devo parlare, ha frainteso, io non volevo mentirle, è solo che mi è mancato il tempo. Sono uno stupido! Avrei dovuto dirle subito tutto. Ma mi sono fatto prendere dalla passione e ho rovinato ogni cosa.

Naturalmente le mie preghiere non sono state esaudite.
Arriva Angela, molto seria.
Mi saluta molto formalmente e nemmeno una parola.
Credo abbia visto lo stato di Isabella.
Mi porta in ambulatorio e ci liquida con semplice

-        Arrivederci signori.

e chiude la porta dietro di se.

Ci guardiamo ma nessuno dei due parla. Poi dopo minuti di silenzio il Generale Barrignton mi sorride:

-        Edward! Ragazzo mio! Non sai che paura ci hai fatto prendere!
-        Mi scusi? Ma lei chi è? … credo di conoscerla ma … - e poi una folgorazione. Lui, alla porta di casa mia, che mi saluta, tristemente accarezzandomi la guancia, e porge una lettera a mia madre Esme – BARRY! Ora ricordo, mio padre ti chiamava Barry! E pure io … Cazzo! Con tutto il rispetto, Signore!
-        Cazzo si Edward! Rilassati, qui non servono formalità. Cosa diavolo hai combinato!?
-        Non ne ho idea, è tutto confuso, ricordo a sprazzi, tipo flashback, ma non ci sto capendo un cazzo di niente!
-        Proverò a darti una mano, ok? Ma sei pronto? Dico, emotivamente, potrebbe essere difficoltoso per te assorbire tante informazioni tutte insieme
-        Dimmi tutto Barry.

Noto solo ora che la sua mano sinistra è alquanto… strana! Poi …
Ricordo tutto di colpo e che a Barry manca il braccio sinistro.
Si accorge che lo sto fissando!

-        Si ragazzo! Ricordi? Vietnam! Questa storia te l’avrò raccontata migliaia di volte! Tua madre mi ha sempre rimproverato, non voleva, è una storia cruenta, ma tu l’adoravi. Ogni volta che venivo da voi, mi trascinavi in camera e dicevi: ”Raccontami del Vietnam Zio Barry”!
-        Ma tu?! Voglio dire, non sei mio zio, giusto?
-        No, no. Ero, anzi sono, amico di tuo padre da una vita. Eravamo come fratelli.
-        Ora ricordo anche perché mi hanno chiamato Anthony di secondo nome. Tu… tu sei Alexander Anthony Barrington II. E tuo padre era, anzi è, quasi una leggenda!
-        Esatto! Ma lascia stare mio padre! Veniamo a noi …
-        Tu hai salvato mio padre laggiù, vero? E ci hai rimesso quasi la vita?! Per questo siamo diventati una famiglia, giusto? Il nome e tutto il resto…
-        Si Edward, ma ora veniamo a noi. Abbiamo poco tempo. Avremo tutto il viaggio per le vecchie storie.
-        Va bene!

5 commenti:

  1. Ecco adesso siamo nella merda...
    Ma non potevano aspettare a trasferirlo... giusto giusto adesso... quando quei due devono ancora chiarire e spiegarsi...
    Oh si vero è una storia e s'ha da suffrì...
    Pure il matrimonio ci voleva... quella piovra ora chi la terrà lontana... arrgghhh
    Spero che Bella non rinunci ad Edward... e che non prenda la situazione troppo pesantemente....
    *uff*
    In chiusura... Alexander Barrington? (~o❤‿❤)~o
    Si sa qualcosa di sua moglie Tatia Metanova?
    Aaawwwww me troppo felice per questa new entry...
    Ci rileggiamo col 9 più tardi

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    1. Anto, grazie.... ti dico xò che ... la Metanova nn è la su moglie ma la su mamma!!! che dici?! ahuahua!!

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    2. Ma come la su mammaaaaaaaaaa ಠ_ಠ

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  2. AAAHHHHH!!!! Ci hai messo l'adorabile Anthony Barrington!!!!!
    Tu grande strega! In senso buono! Sono così felice che quasi non importa il casino che hai creato con Bella.....
    Uhmm.....lo risolvi vero vero VERO????????
    Bacio!
    Grande Stefy!

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    1. ma leggi pure il 9 miraccomando... poi mi odierai ahuaahua

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