giovedì 2 agosto 2012

- Capitolo 7 -


********************Flashback

·       Ohhhh Edward si … si … così!
·       Si piccola … tutto … ciò che … vuoi!
Tanya si muove frenetica su di me, ormai è al limite e pure io. Le mie mani tra i suoi capelli biondi, spettinati, il suo viso sudato, eccitato. Le sue mani sul mio viso che chiedono, accarezzano. La mia bocca aperta in cerca di ossigeno. La bacio intensamente mentre mi muovo sempre più veloce. La giro sotto di me per le ultime spinte, affondo con forza;

Uno!
Due!
Tre volte.
Sento le sue contrazioni e mi svuoto in lei, sfinito.
·       Cazzo bambina! … … se andiamo avanti così, non usciremo mai da questo hotel! Siamo a Miami, dovremmo fare pazzie!
·       Edward! Chi ha mai detto che io voglia uscire di qui! Sei fantastico! Non chiedo di meglio!
·       Lo so
·       Modesto
·       Incontentabile!
·       Sfondatore di letti! Se non stiamo attendi ci tocca pagare i danni
·       Non c’è solo il letto… faremo danni ovunque piccola!
E mi ritrovo su di lei, duro di nuovo.
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2 Agosto
Mi sveglio.
Ho il fiato corto.
Mi tocco tra le gambe e il mio amico quaggiù è alquanto vivo. Da un ricordo del genere non potevo avere altra reazione che questa.
A causa della leggera paralisi provocata dalla scheggia, non avevo avuto molte sensazioni vitali del mio membro. Ero quasi preoccupato anche se i medici dicono sia tutto ok. Insomma, anche se Angela, di tutto punto, mi maneggia, se pur  professionalmente, non ho mai avuto modo di essere imbarazzato per certi cambiamenti di dimensioni.
Ma quello che più mi spaventa è la sensazione del contatto con Tanya. E il ricordo di lei è reale. Lo riconosco come mio.
Ricordo lei.
Ma è strano, non ne sono entusiasta. In lei non riconosco la serenità in cui dovrei risvegliarmi. A quanto pare, sul livello sessuale, eravamo ben affiatati, ma …… qualcosa non va. Non è per Isabella, è qualcos’altro.
Un altro tassello da aggiungere a tutto il resto.
Di Tanya ricordo molte cose; cosa le piace, dove abita.
Che ironia! Non ricordo casa mia, ma la sua si.
Ricordo quei giorni trascorsi insieme, rinchiusi in un albergo. La nostra vacanza. Tutti i modi in cui abbiamo fatto sesso, ovunque. Il suo viso, il suo corpo.
Ma c’è dell’altro in lei che mi disturba.
Forse è lei la mia famiglia? E’ lei che mi ama e mi rivuole a casa?
Questo non lo so. La vera domanda è: io voglio tornare a casa da lei?
Se devo rispondere ora, posso dire di certo NO! Ora voglio stare solo con una persona. E spero che Angela trovi il modo al più presto.
Mi hanno anche comunicato che presto incontrerò uno psicologo in modo d riordinare i pensieri, parlargli dei miei flashback e magari ritrovare la giusta via verso casa.
Angela mi riporta alla realtà entrando in stanza. Isabella a quanto pare sta ancora male.
Dio quanto mi manca anche solo vederla.
·       Ciao Edward! Come va oggi, novità?
·       No, nulla di rilevante – non mi va che sappia del mio ricordo; ne uscirebbero troppe domande a cui non saprei rispondere! E poi ricordo in che condizioni riversa il mio amichetto eretto più che mai e cerco di evitare che lei inizi la routine quotidiana – Senti, invece, potremmo evitare il cambio di biancheria? Mi fa male la schiena e non me la sento di muovermi molto!
·       Aaaa! Dai su! Non esagerare, sarò delicata come una piuma e … - appena le cade l’occhio sui pantaloni del pigiama ha un blocco fisico e mentale, anche perché non è che sia messo male come ingombro – Bhè! Sì! Certo! Meglio lasciar stare per oggi
·       Scusami … cazzo! Che vergogna, è solo che …
·       No! No Edward, non ti devi scusare, può capitare appena svegli! È solo che tu, insomma, non ti avevo mai … o cazzo che stiamo dicendo?
·       Ahahha! Non lo so! È imbarazzante, non volevo!
·       Lasciamo stare!
·       Invece, hai novità per “i nostri piani”?
·       Certo! Ma torno nel pomeriggio e ti spiego tutto!
·       Ma Isabella sta meglio?
·       Come? Ah! Si, meglio
·       E perché non è venuta lei?
·       Perché … perchè è necessario si riposi un giorno in più. E soprattutto per non essere ancora contagiosa. Tranquillo, te la rimando tutta d’un pezzo!
·       Ok, scusami, ho le paranoie e credevo non volesse saperne di me.
·       Ma che dici?! – certo che dal suo tono non mi convince al 100%, non è proprio abile a raccontare bugie, ma lascio correre.
·       Se lo dici tu. Attendo buone notizie per oggi allora. Qui il tempo scorre, potrebbero spedirmi in Italia da un giorno all’altro.
·       Tranquillo, a dopo.

**********************BellaPOV
Non avevo più avuto il coraggio di andare a trovarlo, nemmeno per la colazione.
Codarda come sono non volevo affrontarlo.
Angela mi ha detto che ha chiesto di me, ma forse aveva voglia di mandarmi a quel paese di persona una volta per tutte. Così le ho detto di mentire e dire che ero malata.
Angela non me la racconta giusta, non è il massimo come bugiarda e a quanto pare trama qualcosa, ma non so cosa! Si comporta in modo strano, ma mi assicura che è tutto ok ogni volta che le chiedo cosa sta elaborando la sua mente diabolica. La conosco abbastanza bene da capire che non è il suo solito comportamento!
Passo da Jasper e rimango con lui tutta la mia pausa pranzo, tanto non ho fame. Gli parlo di me, gli chiedo consigli, gli parlo di “lui”, gli chiedo scusa!
Appena mi alzo per andarmene dalla poltrona accanto al letto del mio amico, entra Jessica.
Con la sua solita “simpatia” non saluta e mi dice direttamente che è urgente che io raggiunga Emmett in ambulatorio. Lì trovo un biglietto di raggiungerlo in piscina coperta, quella per la terapia di recupero.
Sì, saremmo anche in Iraq ma almeno qualche ospedale attrezzato decentemente per i nostri marines esiste. Anche se in alcuni casi non è sufficiente!
Arrivo in palestra. E’ tutto spento e deserto. Raggiungo la piccola piscina. Che strano, eppure ho capito bene che era urgente che mi recassi qui, ma sembra non ci sia nessuno. Di Emmett nemmeno l’ombra. Le luci sono spente, una debole luce giunge dalle finestre poste a nastro a raso soffitto. Vedo qualcuno in acqua che non si muove. Lo raggiungo preoccupata, chi mai ha lasciato un paziente solo qui! E’ inaccettabile!
Una volta dietro di lui mi blocco! Che storia è mai questa!
·       Cosa sta succedendo? – è piuttosto accusatorio il tono con cui mi esce la domanda – Allora!? – ma non ottengo risposta –
Il corpo galleggia inerme.
Mi prende il panico, mi spoglio, resto in biancheria e mi butto. Sono di fronte a lui ora ed ha gli occhi chiusi ma l’espressione non è preoccupate.
·       Hey! Se è uno scherzo non è divertente!
Lentamente riapre gli occhi. Quei due specchi azzurri mi fissano sereni. Sorride lievemente inarcando un po’ di lato la sua bocca.
·       Ciao! Era ora, avrei fatto in tempo ad annegare, lo sai?
·       Ma cosa? Mi prendi per il culo? Che ci fai qui? Come diavolo hai fatto ad arrivarci? Sei impazzito forse? Dov’è Emmett… Hai idea …
·       Shhhhh! Isabella, calmati. Vieni qui! Avvicinati, ti prego
·       No! Io …
·       Sei guarita? Non ti ho più visto
·       Si, come vedi
·       Credevo non volessi più vedermi
·       Perché mai?
·       Dimmelo tu
·       Io … devo andare …
·       Shh! Smettila e vieni qui!
·       Non darmi ordini, chi sei per farlo?!
·       Tenente Edward Masen, signora!
·       Co … cosa hai detto? – rimango a bocca aperta
·       Sono Edward, Edward Masen. Ma prima che tu tragga conclusioni affrettate, mi è stato riferito, non l’ho ricordato! – nel frattempo mi attira a se, siamo molto vicini, le nostre gambe si sfiorano, mi tiene per le braccia -
·       Edward …
·       Si. L’hanno riscontrato da delle segnalazioni. Ne sono certi! Sono di New York
·       Anch’io!
·       Bene!
·       Ricordi altro?
·       … no, per ora – esito per qualche secondo, ma non di certo voglio dirle che ricordo della mia “ragazza” - Farò delle sedute con lo psicologo per cercare di capirci qualcosa e stimolare la mente con le nuove informazioni e vedere se si smuove qualcosa
·       Devi ancora dirmi cosa cavolo ci fai qui … Aspetta! Angela! Quella brutta imbrogliona io …
·       La smetti! Lascia perdere Angela, rilassati ok? Non c’è nessuno, nessuno ci disturberà. Voglio solo rimanere un po’ con te senza nessuno intorno che possa “vedere” o “ascoltare”
·       Perché mi fai questo? – il mio cuore martella a 100 allora, quest’uomo mi destabilizza, fisicamente e mentalmente –
·       Io non ti faccio nulla
·       Tu mi fai troppo, Edward, credimi!
·       Perché non mi lasci “fare” allora?! Hai un uomo? Un fidanzato, marito? Non voglio interferire con nessuno
·       … no … io … CAZZO! Non ne voglio parlare, lasciami andare, ti prego!
·       No – non è imperativo, è delicato, sussurrato e io mi sciolgo, cedo!
·       Cosa vuoi da me, Edward? Io non posso darti nulla
·       Tu mi dai tutto, anche solo respirando Bella!
·       È bellissimo ciò che hai detto ma non lo merito, credimi – le lacrime arrivano, come al solito, non riesco a farne a meno. E non riesco nemmeno a distogliere lo sguardo dal suo –
·       Avvicinati Bella, non piangere, sei ancor  più bella quando sorridi!
Le sue mani sul mio viso, fino dietro al collo; sono così calde e avvolgenti, protettive, mi sento a casa. Chiudo gli occhi.
·       Guardami Bella

Mi attira a se, lentamente. Aspetta un consenso da parte mia. Lo guardo di nuovo negli occhi.
Io non posso … non posso … che dirgli di SI.
Mi bacia, veloce sulle labbra.
Edward è bellissimo, ha i capelli umidi, spettinati. Piccole gocce ricadono dai capelli sulla fronte e sulle labbra. Le sue ciglia bagnate, lunghe ad incorniciare quelle due acque marine, fanno risaltare ancor di più il suo sguardo penetrante e intenso. Mi ribacia, piccoli soffici baci, veloci a fior di labbra.
 
Inizio a rispondere a questo invito delicato. Gli bacio il labbro superiore, poi quello inferiore. L’angolo della sua bocca, quello che adoro quando si incurva in quel suo sorriso unico.
Mi stringe di più a se … galleggiamo leggeri entrambi. Le sue mani avvolgono le mie gambe e le appoggia ai suoi fianchi.
·       Edward, no … è pericoloso! No … no
·       Si Bella, non … c’è nessun … problema – non smettiamo di baciarci, baci diventati più intimi, le nostre lingue si cercano, si trovano , si vogliono –
·       La … scheggia …
·       È tutto … ok, vieni … qui
Circondo la sua vita delicatamente con le gambe, le mie mani attorno alle sue spalle, grandi, muscolose, anche se è un po’ di tempo che di certo non pratica sport. Mi tocca la schiena nuda, ricordo solo ora di avere solo reggiseno e slip e anche lui, solo i boxer.
·       Cazzo Isabella! Ti desidero così … tanto!
·       Credevo mi odiassi … per come mi comporto … con te
·       Avrai le tue buone … ragioni ma … l’importante è … che tu sia qui, ora, con me … solo io e te… avremo tempo per … parlare , voglio sapere tutto … di te
·       Lo sai che … se ci … beccano qui… siamo nei guai … guai seri
·       No mi importa e comunque mi hanno … assicurato che … nessuno arriverà, tranquilla
·       Angela è una … gran amica
·       Si … fantastica
·       Edward?
·       Si
·       Tu un giorno ricorderai tutto e io diventerò niente. Avrai di nuovo la tua vita e io non ti servirò più.
·       Bella, ora tu sei tutto per me … tutto. Non lo so perché ma ti assicuro che non mi importa di niente e di nessuno.
·       La fai facile tu … io so come vanno queste cose e …
·       Allora perché sei qui, non mi respingi, non mi mandi a fanculo per sempre
·       Perché non ce la faccio, perché una parte di me vuole vivere di nuovo ma sono terrorizzata
·       E allora vivi Isabella, io sono qui, adesso!
·       Lo so … lo so
Mi accorgo che porta un tutore alla schiena, per limitare i movimenti, quelli per la fisioterapia. Sembra leggermi nel pensiero e me ne da conferma.

·       Questa piscina è … dotata di tutti … i confort infermiera, non si … preoccupi. Non subirò … danni, è tutto … ok!
Ha ricominciato a baciarmi. Mi sfrego sulla sua eccitazione. Le sue mani superano la barriera del reggiseno; avvolgono dolcemente i miei seni e li accarezzano. I suoi boxer stringono parecchio, i suo lamenti soffocati mi dicono che non ce la fa più.
Li abbasso lentamente. Svetta sul mio stomaco in tutta la sua gloria! Prendo in mano la sua erezione, dura e gonfia e la massaggio piano.
·       Cazzoooohhh siiii, così … - mi continua a fissare, non mi abbandona nemmeno un attimo –
·       Edward …
·       Isabella …
Le sue mani scendono sui bordi di cotone dei miei slip e scostano leggermente la stoffa. Mi accarezza alla mia entrata e io lo voglio più che mai! Non dovrei … non devo, ma qualcosa in me mi spinge a farlo come fosse la cosa più giusta a questo mondo
·       Ti prego Edward
·       La devo smettere?
·       No… ti prego… ti voglio dentro di me… ora!
·       Credevo non me lo avresti… mai chiesto
Posiziono la sua punta al mio ingresso e mi abbasso piano.
Ho paura di spingere troppo e fargli male. Potrebbe sbattere sulle pareti della vasca. Però l’acqua ci rende leggeri e i movimenti sono più accessibili e fluidi.
Mi muovo su e giù, solo la punta, poi fino a metà, infine tutto fino in fondo e mi sento così piena e completa.
E’ meraviglioso.
I miei gemiti sono soffocati dai suoi baci …
·       Shhh … fa piano, altrimenti (aahh) vengono si a vedere … (aahh) che … succede qui … …
 … non ti fermare … non ti fermare! … cazzo! Non posso fare niente (aaahh) devi fare tutto … tu Isabella! Se potessi … credimi (aaahh) non te lo scorderesti … di certo!
·       Ne sono … sicura AAAAHH!!
·       Shhhh … … aumenta il ritmo Isabella, ti … prego! … così … così… così sììì!!!
Sono al limite, questo ritmo serrato è troppo  … sento le sue dita toccarmi, piccoli cerchi sulla mia eccitazione, sento le ondate di piacere partire dallo stomaco ed arrivare fino lì, in quel fascio di nervi gonfi e tesi. Mi contraggo attorno a lui, soffoco un urlo sulla sua spalla! Un orgasmo così intenso non l’ho mai provato, con nessuno, nemmeno con Mike! Lui mi segue e viene a lunghi fiotti caldi. La testa all’indietro, gli occhi semichiusi, totalmente abbandonato a me. Poi mi guarda, ancora il respiro affannato.
·       Dio mio Edward … erano anni che non … ma cazzo! – mi tremano le gambe e il fiato stenta a tornare –
·       Tu no hai idea di come mi senta … vorrei rimanere e lasciare il mondo fuori di qui
·       Ti capisco eccome
·       Mi parlerai di te, Isabella?
·       Lo farò, ma non ora. Meglio andare altrimenti ci danno per dispersi e Carlisle impazzirebbe
·       Come mai lo chiami per nome?
·       E’ una lunga storia, non ora. Vieni, ti aiuto.
Raggiungiamo la piattaforma che gli consente di rimettersi in carrozzina senza sforzi ulteriori. Lo aiuto a rivestirsi e rivesto anche me stessa. Come spiegare che sarò completamente bagnata, sarà interessante. Con mia sorpresa mi attira a se, sulle sue ginocchia, mi abbraccia in vita, mi bacia di nuovo, con più confidenza, senza aspettare conferme.
·       Che ci sta succedendo?
·       Non lo so ma è come se ci conoscessimo da una vita
·       Già … ti prego promettimi una cosa, Bella
·       Cosa?
·       Promettimi che non dimenticherai mai ciò che abbiamo provato poco fa, qualunque cosa accada
·       E tu promettimi che non è stato solo un capriccio, non lo sopporterei
·       Fosse stato uno sfizio avrei scelto Jessica o chiunque altra mi fosse venuta a tiro. Io ho fatto l’amore con te Isabella, non lo scordare mai!
·       Va bene! – piango di nuovo, inevitabile!
·       Non piangere, ti prego … ti voglio felice … Mi spiace …
·       Per cosa?
·       devo dirtelo, anche se ho paura a farlo …
·       Dirmi cosa?
·       Credo proprio di essermi innamorando di te
·       Lo credo anch’io.
Ritorniamo in reparto, separati. Angela sorride, io la ripago con un “ci vediamo dopo” minaccioso ma ironico!
E’ la cosa più assurda che potessi aver immaginato, ma credo proprio di amare Edward Masen.