mercoledì 26 settembre 2012

- Capitolo 13 -

CIAO A TUTTE!
ALLORA ECCOCI AL CAPITOLO DELL' INTERVENTO, SPERO VI PIACCIA.

ESSENDO EDWARD IN ANESTESIA HO SCELTO UN POV PARTICOLARE. SPERO CAPIATE LA DINAMICA DEL CAPITOLO, SE AVETE DIFFICOLTA' , SONO A DISPOSIZIONE.

GRAZIE ALLA MIA BETA MIKI <3
GRAZIE A MICHELA R. CHE MI HA DATO UNA GRAN MANO PER LA DESCRIZIONE DELL' INTERVENTO CHE ALTRIMENTI NON AVREI OSATO SCRIVERE NON SAPENDO CERTE DINAMICHE.

ANTOOOOO.... SORPRESINA ANCHE PER TE. SPERO TI FACCIA PIACERE VISTO CHE SEI SEMPRE COSI' CARINA NEI COMMENTI.

MA VENIAMO A NOI, BACIO!!

********************************************************************

Ci siamo.
Sto per essere addormentato. La mia mente è un affollamento di pensieri belli e brutti. Sono terrorizzato.
Se qualcosa andasse storto? Come farò ad affrontarlo, ce la farò? Sono un po’ intontito, credo mi abbiano dato qualcosa per calmarmi. Appena sveglio ero teso come una corda di violino. Spaventato a morte.
Dalla mia posizione prona riconosco Michela che mi gira attorno preparandomi. Mi sorride. Le accenno ad un sorriso di rimando. Si avvicina.
-       Tenente, è pronto?
-       Si – sbiascico una risposta affermativa anche se dentro di me non lo sono affatto
-       Allora adesso l’addormenteranno e la intuberanno
-       Ok …
-       Possiamo procedere; prego Antonella, è tutto tuo
-       Salve Tenente, sono l’anestesista … Ora rilassati e conta da 10 a 0.
-       Dieci…
-       Nove…
-       Nove…
…… …… ……
Nel frattempo che faccio questo conto alla rovescia credo di intravedere alla porta della sala operatoria qualcuno che conosco, ma forse è l’anestesia. Dott. Cullen …

****************** Carlisle_POV ******************

-       Ok ragazzi è a posto, si è addormentato ed è intubato, potete procedere
-       Grazie Antonella, prego dott. Cullen proceda pure
-       Grazie dott. Soave, mi stia accanto, avrò bisogno di una mano
-       Certo
-       Accendete lo schermo così ho la risonanza sotto agli occhi … … ecco cosi è perfetto
          Allora inizio intervento: ore 8.30
Bisturi! - incido a circa due centimetri dalla colonna vertebrale; devo stare attento a non fare movimenti bruschi  
Il taglio è di 7 centimetri circa … … dilatatore!- lo chiedo al mio ferrista che mi sta assistendo durante l’intervento -  Dilato le fasce muscolari fino ad arrivare al punto indicato dalla risonanza magnetica … … e infatti eccola li!
Dannazione! Dott. Soave, vede anche lei quello che vedo io?
-       Si dott. Cullen, non ci voleva
-       Non è una scheggia, è la testa di un proiettile esplosivo! -  devo stare attento; se per caso si muove verso il basso e si innesca è un disastro, procedo con attenzione -  
-       Tampone!! Cerca di aspirare c’è troppo sangue non vedo niente!!... accidenti, da dove viene tutto questo sangue, aspira!! Ancora!!
-       La pressione sta scendendo dott. Cullen, battiti in diminuzione
***************** Edward _POV *****************

Ho gli occhi chiusi e sento il suo profumo invadermi le narici. Sento la sua pelle fresca sotto le mie labbra, appoggiate alla sua fronte. La sto coccolando nelle mie braccia. Apro piano le palpebre e vengo inondato da una luce forte e accecante, il sole ci avvolge, tiepido. Ci troviamo in una radura fiorita. Solo pace attorno a noi, qualche uccellino qua e là ci intrattiene con la sua presenza. Isabella mi accarezza sul torace, sopra la camicia e si gode il mio abbraccio. Stiamo bene! Nessuna preoccupazione, nessun rancore, solo io e lei e … ad un tratto sento la voce di un bambino, che ci chiama. Ci voltiamo entrambe verso quella voce. Un bambino ci corre incontro felice. Il nostro bambino, mio e di Isabella; ha i suoi capelli e i miei occhi. Attendo che mi salti in braccio ma più lo aspetto e più si allontana. Lui ed Isabella. Ora insieme e lontani da me, in ombra, offuscati. Il bambino piange… piange anche Isabella. Mi voltano le spalle. Non riesco a reagire, non riesco a parlare. Allungo un braccio ma non ci arrivo, sono sempre più lontani. Ora c’è buio, non vedo niente. Un’immagine sbiadita di Tanya con una mano sulla sua pancia che ride malignamente. Rivoglio la luce, non voglio altro se non Isabella, piuttosto il niente. Mi lascio cadere in un abisso, infinito. Non arrivo mai. Improvvisamente sento solo voci … che mi chiamano. Sento la voce di … di Carlisle che mi chiama
- Edward!!
e poi sento la voce di Isabella : NON MI LASCIARE! … ora rivedo un punto luminoso, risalgo dall’oblio. Ci sono quasi…”
**************************************************
-       Edward!! Stai con noi Edward, che succede!! Forza!! Aspira!! Fate qualcosa, riportatelo ai valori, subito! Forza ragazzo!! Che racconto ad Isabella se mi fai di questi scherzi, avantiii!! – Dopo minuti interminabili il BIP del battito torna normale, tiro un sospiro di sollievo – ASPIRA!
Una volta aspirato il campo operatorio è più pulito e ci rimane grazie al cielo! Mi passano le pinze ma noto che tutto intorno ci sono delle aderenze che complicano la situazione. Devo prima ripulire la zona intorno al proiettile. Le aderenze sono tante ma una alla volta riesco a rimuoverle con il bisturi elettrico ed una volta tolte posso, con molta delicatezza, rimuovere il proiettile.
-       Pinza! - afferro la pinza e mi avvicino per estrarla ma nel momento in cui l’aggancio guizza via. Si sposta verso la vertebra, sopra al nervo sciatico.
Mi si gela il sangue! se per caso la testa tocca la vertebra potrebbe esplodere e li sono cazzi!
Merda!
Allora ci riprovo cambiando pinza e prendendone una dentata. Mi avvicino, la apro e l’afferro riuscendo ad estrarla senza problemi.
Una volta riposta nella vaschetta passo al setaccio della zona incisa; il campo operatorio è un disastro! Quel dannato proiettile è veramente devastante, ci sono frammenti ossei dapertutto.
Procedo con l’aspirare i frammenti, stabilizzo la colonna con una placca in titanio e sostituisco il disco che si trova fra le vertebre con uno in poliuretano; purtroppo era troppo danneggiato per lasciarlo. Comunque non comporterà alcuna limitazione nel camminare.
Una volta fatti tutti i passaggi, passo alla sutura della parte ricucendo le fasce muscolari e in fine la pelle.
- E’ stata dura!! Quel cazzo, ops! Scusate signore, di proiettile aveva combinato un sacco di danni ma siamo riusciti a riparare tutto! Ora tocca a lui!!
Allora ragazzi segnate sulla cartella la fine dell’intervento: ore 12.30.
C’è voluto più del previsto ma ce l’abbiamo fatta. Grazie a tutti. Dott. Soave grazie della sua fiducia e assistenza.
-       Grazie a lei di essere venuto, così senza troppo preavviso
-       E’ stato un vero piacere, e poi il Tenente è un paziente speciale. Lo sa bene anche lei che lo avrei operato perfino laggiù, se avessi potuto.

Lascio la sala operatoria. Fuori, ad aspettarmi trovo una donna, molto bella, esile, capelli color caramello. Mi guarda dritta negli occhi, occhi spaventati e bisognosi di una buona risposta, le sorrido. Dietro di lei una ragazza più giovane, credo la moglie di Edward.
-       Dottore? Co… com’è andata? – mi fa una tale tenerezza che l’abbraccerei all’instante. Mi ricorda molto la mia Claire, mi si stringe il cuore al suo pensiero
-       Tutto bene… è stata dura ma ce l’abbiamo fatta signora … ??
-       Masen … Esme Masen – mi porge la sua piccola mano; è fredda, trema, la stringo più del dovuto ma a quanto pare a lei fa piacere
-       Dott. Cullen, Carlisle Cullen. Ho curato suo figlio in Iraq e mi hanno dato l’occasione di operarlo qui.
-       Grazie…!! Oh grazie! – mi abbraccia, semplicemente mi mette le braccia attorno al collo e si abbandona, piange. La sorreggo. La cosa non mi imbarazza affatto. Erano anni, da quando sono rimasto solo, che non provavo un tale conforto e piacere a consolare qualcuno. La ragazza tossisce fintamente per riportare l’attenzione alla realtà. Forse abbiamo temporeggiato un po’ troppo.
-       Dottore, mi scusi! Sono la moglie del Tenente. Esme! Per cortesia! Un po’ di contegno, non credi?
-       No… non si preoccupi, fa parte del mio lavoro anche questo. Va tutto bene – le alzo il viso e lo ripeto guardandola – Esme, va tutto bene, suo figlio guarirà – gli occhi pieni di lacrime, un dolce sorriso sulle sue labbra morbide – Potrete vederlo più tardi. Ora devo andare a fare una telefonata, con permesso.-

A malincuore abbandono le braccia di quella donna. Mi giro a guardarla prima di voltare nel corridoio. Mi sta fissando anche lei, le sorrido di nuovo e sparisco dietro l’angolo.
Chiamo Isabella!

lunedì 24 settembre 2012

- Capitolo 12 -

CIAO A TUTTI/E

ALLORA SIAMO LONTANI DAL RIAVVICINAMENTO, PER LO MENO FISICO PERCHE' MENTALMENTE I DUE SONO LEGATI E INDIVISIBILI.

RINGRAZIO PIENAMENTE MICHELA R. CHE MI HA AIUTATO NELLA PARTE DELLA SPIEGAZIONE DELL' INTERVENTO AD EDWARD E RINGRAZIO TANTO ANCHE LA MIA BETA MICHELA M. CHE MI SOSTIENE E CORREGGE. QUINDI CAMEO DEDICATO A LORO!! GRAZIE DONNE!

NEL PROSSIMO AVVERRA' L'INTERVENTO ALLA SCHIENA PER EDWARD CON UN POV PARTICOLARE... BACI

************************************************************************************************************


Tanya apre la porta ed entrano il Dott. Soave e la sua assistente infermiera. Sulla targhetta leggo il nome “Michela”. Dietro di loro entra anche mia madre Esme. Mi sorride anche se noto che non è serena. Non saluta Tanya e lei assume un’espressione quasi di disgusto e rabbia. Credo sia il caso che parli con mamma il prima possibile.
Il Dottore non fa caso al siparietto silenzioso tra le due, è concentrato sulla mia cartella clinica ed inizia a parlare con me.
- Tenente Masen, come si sente?
- Credo di poter dire che vorrei stare meglio e mi chiami pure Edward
- Allora Edward, volevo spiegarti come si svolgerà  l’intervento: durerà circa tre ore. Ho esaminato molto attentamente la tua risonanza magnetica e la posizione della scheggia non è certamente delle migliori purtroppo; cercheremo di rimuoverla senza creare altri danni. Ha avuto un leggero spostamento dalla sua sede precedente e, anche se minimo, la cosa ha complicato un po’ la situazione. E’ per questo che abbiamo dovuto attendere. Abbiamo chiesto più pareri e stiamo attendendo un collega, un ottimo chirurgo, dall’estero, per ottenere il risultato migliore.
Domani, quando salirai in sala operatoria, ti  addormenteranno ed intuberanno, poi verrà fatta un’incisione di circa sette centimetri appena di fianco alla colonna vertebrale, questo perché dobbiamo cercare di non urtare la scheggia che è vicino alla vertebra, che se si sposta rischia di recidere il nevo sciatico e li sarebbero guai perché non potresti più camminare. Una volta inciso si procederà a divaricare le fasce muscolari della schiena e con una pinza si rimuoverà la scheggia. Una volta eseguita questa manovra si ripulirà intorno alla colonna per eventuali frammenti d’osso e finita la ripulitura del campo operatorio, se non ci sono complicazioni, richiuderemo. Tutto chiaro?
-       Chiarissimo, la ringrazio
-       Stai tranquillo, sei in ottime mani. Sei giovane e forte e hai già superato una situazione ben più grave di questa. Sei stato molto fortunato. Mi hanno detto che è merito di un’infermiera che tu sia qui vivo.
-       Isabella … si
-       ISABELLA?! Chi è questa Isabella!? – Tanya maleducatamente si intromette nel nostro dialogo, sinceramente mi ero quasi dimenticato della sua presenza e il nome sulla sua bocca ne esce acido e indispettito, la cosa non mi piace per niente ma per fortuna il dottore interviene altrimenti credo che le avrei ribattuto in malo modo
-       La Signora Newton è l’infermiera che ha soccorso sul campo suo marito, signora. Gli ha letteralmente salvato la pelle. Tutti lo davano per spacciato ma lei non ha voluto sentir ragioni. Ha addirittura donato il suo sangue a quest’uomo.
-       Cosa?! – mi muore la voce in gola; sono sorpreso, lusingato, confuso, non lo sapevo, una parte di Isabella scorre dentro di me ora, la sua vita nella mia –
-       Si Edward, non gli hanno detto nulla? Isabella le ha donato sangue ed è stato uno dei meriti per averla qui oggi. Scarseggiavano le sacche, ma per lei era urgente una trasfusione. Non ha esitato. L’ha fatto a suo stesso rischio. L’hanno dovuta trascinare via altrimenti avrebbe avuto lei stessa problemi per la quantità che le ha donato. Lo fa spesso per i bambini dei campi profughi.
-       Che donna meravigliosa Edward!! L’hai conosciuta, hai potuto ringraziarla? – mia madre è in lacrime, a mani giunte tipo in preghiera e adorazione per Isabella, le sorrido
-       Certo mamma, mi ha aiutato molto … io mi sono inn… impegnato a ringraziarla nei migliore dei modi – merda! stavo veramente dicendo “innamorato”, sto perdendo la testa
-       Mi farebbe piacere chiamarla e ringraziarla personalmente. Edward hai modo di rintracciarla?
-       No, mamma. E comunque non credo voglia lodi o quant’altro, è molto riservata e … ora è tornata a New York – mi si chiude la gola e deglutisco a fatica
-       New York? Bene, quando torneremo a casa dovremmo invitarla almeno a cena, non credi? Non credi Tanya? – le rivolge la domanda freddamente ma con intento e Tanya di suo punto la fulmina con un’occhiataccia e non risponde
-       Ecco dottore, non vedo l’ora di tornare a casa quindi facciamo ciò che c’è da fare e mi faccia camminare, la prego. E per cortesia, ho un dannato bisogno di fumarmi una sigaretta, me lo concede?
-       Non sarebbe il caso ma… va bene. Michela aiuti il Tenente ad uscire in saletta per cortesia .
-       Certo dott. Soave, signore se volete accomodarvi
-       No lasci, ci penso io a Mio Marito – ma che cazzo ha da rispondere in questo modo antipatico, non credo che sia il caso di sottolineare la cosa
-       Tanya! Lascia che l’infermiera faccia il suo lavoro, esci – le rispondo o meglio lo impongo. Mi innervosisce e di sigarette ne vorrei fumare un pacchetto ora. E voglio fumarmele DA SOLO.

Al pensiero di rivedere Isabella, a casa mia, mi si riempie il cuore di speranza per pochissimi secondi … ma anche di dolore.
Non sarà mai possibile.
Perché Tanya non credo lo permetterà mai.
Perché ricordo la sua assurda gelosia; giusto ora la mia mente me la esalta pienamente, e il modo in cui si comporta è opprimente e compulsivo, e poi …
E poi perché è incinta.
Isabella ne morirebbe.
Bella_POV*********************************

Edward … Edward … Edward …
Me lo ripeto come un mantra, come se ripetendolo più volte potesse apparirmi qui sul divano.
Mi brucia la gola dal pianto. Chiudo gli occhi che non son da meno.

Un’unica immagine emerge dal buio della mia mente, sempre quella. Io e lui, abbracciati, allacciati,legati, uniti, una cosa sola.
La beatitudine di quel momento.
La pace che ho provato.
La completezza che ho sentito.
Le sue parole, le sue mani, il suo corpo … mio! Come fossimo esistiti solo noi, come non ci fosse mai stato un passato ma solo un futuro insieme.
Fisso il PC … il cursore che lampeggia in attesa di scrivere una risposta
Rispondi:
Alice!! Questa notizia mi fa ben sperare, ne sono felice e mi tranquillizza. Ho piena fiducia in Carlisle! Digli per favore che mi tenga aggiornata su tutto, qualsiasi cosa accada, qualsiasi ora sia. Non importa che qui sia notte o giorno, voglio sapere. E digli di farlo per telefono. Grazie!
Invio …
Non so come ma mi ritrovo sul sito della compagnia aerea. Faccio una piccola ricerca sui voli per l’Italia
Ø    completo
Ø    completo
Ø    completo
quelli economici sono tutti overbooking … e non posso permettermi altro; ci sono prezzi astronomici … ma che sto facendo!! Non arriverei mai in tempo e una volta là come spiegherei la mia traversata transoceanica improvvisa visto che sono appena rientrata. Ripongo l’idea del viaggio. Se le cose si complicano vedrò che fare.

Biiiip!- c’è posta per te –
Bella! Papà ha detto che sarà fatto. Ci sentiamo domani. Baci <3

*******************Edward_POV*********************
Tanya esita prima di uscire dalla stanza. Con lo sguardo severo le intimo di non contraddirmi di nuovo, non la voglio qui, ora ancora meno. Mia madre se ne era già andata appena l’infermiera aveva fatto la richiesta. Il suo sguardo si indurisce, credo di intravedere anche un leggero ghigno glaciale materializzarsi sulle sue labbra ben delineate. Giuro che delle volte mi spaventa e mi chiedo come cazzo ho fatto a sposare una così. Forse non me lo spiego per il sol fatto che ancora la situazione con lei è un po’ confusa, ma sono sempre più convinto che qualcosa non vada in lei. E perché abbia deciso di farla diventare mia moglie non lo so.
Vengo accompagnato nella saletta, sul letto. Non mi hanno spostato sulla carrozzina, non in vista dell’operazione, visto anche la posizione delicata che la scheggia ha raggiunto. Cazzo ho una paura fottuta, spero vada tutto per il migliore dei modi.

Michela, l’infermiera, tira fuori dal taschino un pacchetto di sigarette, me ne offre un paio. Ne metto una sulle labbra e lei me l’accende.
-      Grazie, sei gentile
-      Prego. Mi sembrava ne avesse veramente bisogno, Tenente.
-      Non sai quanto – do una boccata lunghissima da riempirmi i polmoni fino in fondo ed espiro lentamente, sto leggermente meglio
-      Le dia tempo …
-      Come?
-      A sua moglie…le dia tempo; l’ha creduta disperso o peggio, è normale questo tipo di “ossessione”
-      Si, certo – ma io credo ci sia qualcosa di più complicato ma non do voce ai miei pensieri
-      La lascio solo Tenente, torno tra una mezz’oretta per riportarla in stanza, deve riposare, domani sarà una lunga giornata
-      Va bene… ti ringrazio – e mentre si volta per allontanarsi, mi allunga il pacchetto delle Malboro light, lo accetto volentieri e le sorrido. Arrossisce e se ne va.

Mi addormento, grazie anche alla flebo che sto ricevendo per aiutarmi a riposare. Avevo voglia di star da solo. Ho salutato mia madre rassicurandola che era tutto ok. Non lo è per niente ma non voglio darle ulteriori pensieri, visto ciò che mi aspetta domani. Tanya l’ho avuta addosso fino alla fine dell’orario di visita. L’accetto solo ed esclusivamente per il bambino, per ora.
Appena chiudo gli occhi vedo solo lei … Isabella. I suoi occhi scuri e intensi. I suoi capelli castani bagnati dall’acqua e che avvolgono il mio braccio che sostiene la tua testa, mentre facciamo l’amore nella piscina dell’ospedale. E’ stato il paradiso, pochi istanti di eternità. Solo io e lei. Mi è entrata dentro, è dentro di me in tutti i sensi. Scorre nelle mie vene ora, è parte di me.

martedì 18 settembre 2012

- Capitolo 11 -

CIAO A TUTTE! ALLORA CAPITOLO IN CUI SPERO VERRANNO SPIEGATE ALCUNE COSETTE. I NOSTRI DUE EROI QUI SONO LONTANI E TUTTE E DUE MOLTO CONFUSI. CI VORRA' DEL TEMPO ...

BACIO E GRAZIE PER LA LETTURA


********************** FLASH-BACK ***********************
Sono arrivato da poco alla base Americana. Sto per incontrare coloro con cui trascorrerò la maggior parte della mia permanenza qui. Finalmente una missione vera e propria. Ci sono dentro questa volta. La cosa mi eccita ma mi spaventa anche, ma è ciò che volevo da sempre. Indirettamente continuerò con il mio lavoro giornalistico ma solo se la situazione me lo consentirà. Immagazzinerò più esperienza possibile e una volta a casa mi dedicherò alla stesura. Appunti e tanta memoria, cosa che non mi manca di certo.   
La base è delimitata da una recinzione e dal filo spinato; è organizzata e funzionale: piattaforma di atterraggio, pista d’atterraggio, un ospedale, alloggi per ufficiali, uno per i soldati, un quartier generale, magazzini per armi e il campo d’addestramento.
Mi avvio ad incontrare il mio Maggiore.
- Sono il Tenente Edward Masen, piacere di conoscerla
- Buongiorno Tenente! Sono il Maggiore Withlock, Jasper Withlock; ben arrivato! io, lei, il Tenente John Miller e il Caporale Douglas Sturrige faremo squadra.
- Molto bene
- Mi hanno detto che è un giornalista. E’ qui per un motivo particolare?
- Si e no. Sono un giornalista ma anche un marine; sono qui soprattutto come soldato.
- Sia chiaro: si comporti come tale. La curiosità dello scrittore la metta da parte. Qui basta poco… un piccolo errore, una distrazione o una bravata incosciente ed è la fine.
- Certo, lo terrò a mente.
- Non ha molta esperienza con le missioni sul campo da quello che ho letto sul suo profilo, quindi mi stia incollato al culo, Tenente. Sono stato chiaro?
- Chiarissimo. Ma sono addestrato, ho una buona mira e sono in gamba col corpo a corpo. In effetti, con la scusa del mio lavoro, mi hanno sempre tenuto ai margini… anche se so come muovermi
- Ne sono certo, non sarebbe qui altrimenti! Siamo in missione di pace, ma lo sa bene anche lei di che “pace” si tratta. Anche essere della Croce Rossa non vuol dire avere il diritto di fare ciò che si vuole, andare dove si vuole, aiutare chi si vuole. Ci sono delle aree ben specifiche dove possiamo viaggiare per portare rifornimenti e medicinali. Con noi viaggeranno spesso medici e infermieri. Noi siamo la loro sicurezza. E ci sono aree dette BLACK LINE, ovvero linee di confine di divieto assoluto, dove noi non possiamo accedere, la cui violazione vuole dire morte certa.
Il problema è che queste BlackLine le cambiano in continuazione questi bastardi, proprio per avere la possibilità di attaccare senza scuse. Noi cerchiamo di controllare con intervalli di tempo sempre più ristretti per evitare incidenti di cattivo gusto. Purtroppo non ci possiamo fare molto, loro lo possono fare. Ci sono persone che qui non ci vorrebbero, quindi!
- Cazzo … un bel problema!
- Cazzo sì Tenente! Un’altra cosa: le consiglio di togliere la fede dal dito. Questi stronzi notano certe cose e i marines sposati sono un ottimo bersaglio.
- Lei è sposato?
- Si, e uno dei medici che molto spesso dovremmo scortare è il padre di mia moglie Alice. Quindi se dovesse succedere qualcosa a lui, dovrei fare i conti con lei a casa. Sarei fottuto comunque! A parte gli scherzi, ci sposteremo su blindati, saremo armati, ma questo è solo uno scudo apparente. Non possiamo sparare per primi. Poi ci sono le mine, ovunque, qui la gente è molto accogliente e ringrazia così le persone che cercano di aiutare i bambini e coloro che necessitano di assistenza medica, di scorte alimentari ed infrastrutture. Lo so è assurdo ma è così che funziona qui. Per dare vita si toglie la vita. Scambio equo non è vero?
- Come no…
*********************************************************
5 Agosto
Apro lentamente gli occhi.
Ora ricordo perfettamente Jasper, il Maggiore Withlock. Siamo entrati subito in sintonia nel giro di un paio d’ore e dopo un paio di birre siamo passati direttamente al “tu” e “fanculo le formalità”. Solo sul campo ci attenevamo ai gradi.
Solo ora ricordo che Jasper è in coma, cazzo! Era l’unico che potesse identificarmi. Quel maledetto giorno! Un’ondata di ansia e preoccupazione mi invade lo stomaco e la mente. Devo sapere come sta.

********************** FLASH-BACK ***********************

-       Maggiore! Come mai questa volta viaggiamo senza medici e infermieri?
-       Carlisle è dovuto rientrare. L’infermiera ha insistito per tornare un attimo in ospedale, si era accorta della scarsità di scorte di sangue. L’ho sconsigliato, non era necessario questa volta, non possiamo cambiare i piani così all’ultimo minuto, è pericoloso. Noi, come previsto, siamo in marcia lungo il percorso stabilito, è solo una consegna, possiamo farcela anche da soli. Poi ho ordinato loro di raggiungerci, ma sotto scorta, con la seconda unità.
-       Capisco … ma di solito non sono i medici a decidere ciò che serve? Insomma un’infermiera che obbliga il dottore … è assurdo
-       Lascia stare Masen! Quella è una testa dura, quando si impunta non la smuove nessuno.
-       La conosci bene?
-       Si certo! È la mia migliore amica e di mia mogli, soprattutto. Quelle due insieme son pericolose!
-       Sembrate tutti una famiglia
-       Lo siamo in un certo senso, il destino ha voluto ci ritrovassimo tutti insieme qui, in questo inferno! E’ una lunga storia, te la racconterò un giorno. Comunque tra poco ci raggiungeranno, la conoscerai e vedrai, un bel caratterino.
*********************************************************
Isabella!
Ora ricordo che ero talmente curioso di conoscerti, una curiosità quasi insolita, e infatti un motivo c’era!
E poi tutto quel casino! Era la prima volta che avrei incontrato sia te che Carlisle, era per quello che non mi avevate riconosciuto dopo l’attentato, ero nuovo!
Ottima come prima uscita!
Arrivati a destinazione siamo scesi. Io avevo tolto lo zaino lasciandolo sul blindo e solo ora ricordo che mi si era impigliato nelle piastrine. Le ho dovute togliere e poi stupidamente le ho lasciate attaccate allo zaino. Poi l’esplosione e tutto è andato in fumo. E’ stato veramente poco tempo per conoscere chiunque al campo. A quanto mi è stato riferito dal Tenente Colonnello Barrington, c’è stato un ritardo con la registrazione del mio arrivo, la burocrazia, uno scambio di permessi. Insomma una serie di disguidi hanno fatto si che nessuno sapesse della mia presenza effettiva alla base militare.
Carlisle! Devo chiamare il Dott. Cullen! Devo sapere di Jasper, devo riuscire a parlare con Isabella. Magari lui mi aiuterà.
Ora che ci penso, mi hanno fatto un sacco di analisi e visite e non sono ancora in lista per l’operazione. Non capisco perché ci mettano tanto, in fondo hanno avuto fretta di mandarmi qui per rimettermi in piedi, mandando in malora le poche certezze che avevo! Possibile che non ci sia niente di chiaro nella mia vita.
Inizio ad incazzarmi sul serio. Va tutto al contrario di quello che dovrebbe.

Mentre sono assorto nel mio inferno interiore entra Tanya. Ha un aspetto sciupato, triste. Una mano sul ventre, si avvicina piano. Sto facendo del male anche a lei? Mio Dio perché non provo quasi nulla per questa donna! Mi sento un mostro anche verso quel bambino, il nostro bambino!
Si china piano, esitante. Mi guarda negli occhi. Mi tocca la mia testa rasata, non sembra d’accordo con la mia scelta…
-       I tuoi splendidi capelli, che fine hanno fatto!?
-       Sono un soldato, è naturale che li tagli… credo.
-       Mi piacevano un po’ lunghi, come tempo fa. Prima della tua scelta di partire …
-       Ricresceranno. Avevo voglia di … farlo, ecco tutto.
-       Posso baciarti Edward? Ho tanta voglia di farlo ma non so se…  se tu … ho bisogno di te…

Le prendo il viso tra le mani e l’avvicino a me. Poggio la mia bocca sulla sua. Ho bisogno di un contatto, capire che la mia pazzia per Isabella è solo uno stupido capriccio. Che posso continuare la mia vita anche senza di lei ma con la mia nuova famiglia.
La bacio… a lungo… intensamente. Lei mi tocca il viso, il collo, le spalle. La mia mente mi dice che questo contatto non mi è nuovo. Insisto col baciarla in cerca di risposte. Lei mugola delicatamente nella mia bocca. Ricordo la sensazione del suo corpo, come nel sogno che feci pochi giorni fa.
Ora mi sento confuso. Mi stacco da lei e la guardo, la osservo ma vedo solo due occhi azzurri bellissimi ma freddi. Provo qualcosa per lei, attrazione si, ma … poi penso a quelle due pozze di cioccolato fuso, dolci e intense, a quanto straordinario è stato fare l’amore con lei.
Dolore e impotenza nel mio cuore riaffiorano come una bolla d’aria nell’acqua.
Sensi di colpa per aver tradito mia moglie e per amare di più una donna che ho appena conosciuto e che in fondo non conosco affatto ma che sento dentro di me come fosse la mia vita.
La mia mente che ha tradito me, Tanya e Isabella.
Strizzo gli occhi,pizzicano e cerco di ricacciare indietro le lacrime … mi allontano da Tanya. Lei capisce il mio gesto come un ricongiungimento con lei. Mi stringe a se senza capire il vero motivo che si riflette dai miei occhi … perché non riesce a vedere che non sono più io!
-       Oh Edward, sei tornato, sei tornato da me
-       Tanya io …
-       Shhhh … ti ho riconosciuto. Mi hai baciato come un tempo. Sei tornato da me… da noi.
-       Sono ancora confuso e …
-       Passerà! Senti qui fuori c’è il dott. Soave con la sua assistente, ti devono parlare dell’operazione. Finalmente credo sia fattibile. Li faccio entrare.

Tanya non mi lascia spiegare. Non mi lascia parlare. Ora lei crede sia tutto apposto ma non è affatto così. L’unica buona notizia è che finalmente verrò operato.

*********************************************************
Bella POV ********************
-       Ciao Alice!
-       BELLA!! Tesoro, come stai? Tutto bene il volo?
-       Si, grazie. Come sta Jas?
-       Sta facendo grandi progressi, è un miracolo. Ci sono buone probabilità di risveglio a breve!! Dio! Bella sono così felice e ho tanta paura. Spero si riprenda
-       Si tranquilla. Jas è forte! Tornerà come prima!
-       Lo spero! Stai bene?
-       Si… e no.
-       Che c’è?
-       Niente … è che sono così confusa. Speravo che tornando qui a casa la mia mente si rilassasse un attimo. Invece non riesco a togliermelo dalla testa
-       Chi? Edward Masen?
-       Si … credo di essere giunta a conclusioni affrettate, nemmeno io ho detto tutto di me a lui. Il caso e le circostanze non ce l’hanno permesso. Non lo so …
-       Bella! Non è mai troppo tardi. Se vuoi chiedo a papà di farti avere un suo recapito o metterti in contatto con lui …
-       NO! No … non è il caso. Sono confusa e … Cazzo! Non mi sopporto!
-       Smettila… avanti. Sono sicura che tutto si risolverà.
-       A proposito, pensavo… forse una cosa potresti chiederla a Carlisle?
-       Certo, dimmi!
-       Potresti chiedergli se mi tiene aggiornata sull’operazione di Edward. Insomma, vorrei che andasse tutto per il verso giusto.
-       Lo ami non è vero?
-       Alice! Per favore!
-       Vaaa beeeene!! Scusami. Ora lo sento e ti faccio sapere per mail il tutto. Accendi il pc.
-       Grazie e … ti prego, fa che rimanga tutto tra noi.
-       Certo. Un bacio!

Accendo il mio portatile. La casa è sempre così vuota e silenziosa. Solo il ronzio del computer riempie l’aria e il mio respiro, sempre così irregolare.
L’ho sogno ogni notte. Io e lui a fare l’amore in acqua … nel letto … per terra davanti al camino, sereni e appagati. Mi risveglio sempre affannata e delusa, per molte cose.
Piango spesso. Essermi allontanata non ha cambiato molto le cose.
Mi manca dannazione!
Saperlo ad affrontare un’operazione così delicata, mi terrorizza. Mi fa sentire in colpa. Ho paura che gli succeda qualcosa e io non potrei essere li vicino a lui. Poi penso che non è solo… ha sua madre e … sua moglie. Mi sale un conato di bile improvvisa, corro al bagno e vomito aria. Questa tensione, questa situazione è assurda. Mi sta uccidendo. Non so cosa fare …
Biiiip!- c’è posta per te –
Apro la mail di Alice:
-       Bella. Papà ti saluta tanto. Mi ha riferito che la situazione per Edward non è così semplice come si sperava. Mi dispiace! Ma non ti preoccupare, hanno chiesto il suo parere per l’operazione visto che lui l’ha sempre seguito fin da subito e che l’avrebbe operato anche là in Iraq se avesse avuto la possibilità ed i mezzi. E’ una buona cosa, no? Almeno sarà in ottime mani. Papà è uno dei chirurghi migliori, lo sai. Spero ti faccia piacere sapere che domani prenderà un volo per l’Italia, e opererà lui Edward. Hanno trovato chi lo sostituirà in ospedale temporaneamente. Un bacio tesoro, a presto.

Rimango un attimo immobile. Sulla tastiera piccole gocce invadono i tasti. Sto piangendo. Non me ne rendo neppure più conto.
Se fossi rimasta avrei potuto aiutare io Carlisle. Che cosa ho fatto?!
Edward!