venerdì 6 luglio 2012

- Capitolo 3 -

Sento la voce del dott. Cullen che entra in stanza, ci siamo.

-         Buongiorno soldato, come andiamo?
-         Spero meglio di ieri. Allora togliamo tutto?
-         Ora vediamo. Isabella vieni qui per favore – c’è anche lei, mi sento già meglio, perché le da del tu? –
-         Eccomi Carlisle – perché lo chiama per nome? -


-         Per favore tieni sollevata la testa al paziente
-         Va bene - la sento avvicinarsi, sento le sue piccole mani sfiorarmi i capelli e prendermi con delicatezza la nuca. E’ molto vicino, sento il suo respiro su di me, sento il calore del suo corpo – tranquillo , ti devo solo sostenere un attimo
-         Non mi muovo, fa quel che vuoi – non mi risponde ma sorride –

Iniziano a togliere le garze, tolgono il cotone che premeva sugli occhi.
Isabella non mi ha ancora lasciato, è qui vicino a me.
Il dottore mi prende le palpebre e le solleva leggermente, fa male, stringo i denti ma non trovo differenza da prima, è ancora tutto oscuro.

-         Dottore non … non vedo nulla … - la mia voce trema -
-         Aspetta, non è così immediato, ci vuole tempo, l’occhio deve riprendere attività e dobbiamo verificare quanto l’ematoma abbia influito, hai preso una bella botta. Ora stimolerò la tua vista con una luce a intermittenza. Aspettiamo qualche minuto e ripetiamo il tutto.
-         daccordo
-         Poi aspettiamo qualche oretta e vediamo se qualcosa si riattiva, ok?
-         Si Signore!
-         Riposo soldato.

Il dott. Cullen fa il suo lavoro, Isabella non mi lascia.

Il dottore si allontana, Isabella non mi lascia.

Mi accarezza le tempie, mi rimette delle bende leggere e mi riappoggia sul cuscino.

-         Isabella? – la chiamo – INFERMIERA!-  la chiamano -
-         Si…  Arrivo!! Devo andare , ti prometto che dopo torno.
-         Va bene, non vedo l’ora di vedere i tuoi occhi Isabella
-         Anch’io i tuoi.

Rimango solo. Aspetto il miracolo di intravedere attraverso gli occhi chiusi un bagliore, un alone luminoso.

Aspetto……

Aspetto……

***************************Flashback

-         Maggiore Withlock quanto manca?
-         Non molto, siamo vicini. Dobbiamo stare attenti, ci sono segnalazioni ovunque, si nascondono da per tutto questi bastardi. Anche se fosse tutto piatto come una tavola avrebbero modo di scomparire …… Ecco! Ci siamo! Stammi vicino, non prendere iniziative per nessuna ragione, sarai la mia ombra, stammi attaccato alle chiappe, e metti l’ elmetto ci siamo capiti Mas…

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-         Hey! Sono Isabella, svegliati. E’ ora di aprire gli occhi.

Cazzo quel sogno, chi è Withlock, stava per chiamare me? Perché mi sono svegliato, forse potevo…

Vedo rosso attraverso le palpebre, non più nero ma un rosso scuro. Intravedo la luce.

-         Isabella?
-         Si, cosa c’è?
-         Credo di vedere qualcosa, posso aprire gli occhi?
-         Pianissimo e con cautela, prova – lo faccio, spio da una fessura piccolissima, fa male, brucia ma vedo luce, non distinguo molto, vedo ombra e luce
-         Ci… ci vedo
-         DOTTORE!!Carlisle!

Cullen mi visita, mi ripete l’esame con la penna ottica e mi dà fastidio, cazzo riesco a vedere, insomma più o meno.
Isabella non mi molla la mano, la stringe. Non mi ero accorto subito che lo avesse fatto ero troppo agitato. Stringo a mia volta, intreccio le mie dite alle sue, mi lascia fare.

-         Quando potrò aprire del tutto gli occhi
-         Anche domani. Ma prudenza mi raccomando, un colpo troppo forte potrebbe farla regredire in un attimo. Le ho portato degli occhiali scuri, li indossi e non li tolga per nessun motivo. Ci vediamo domani
-         Grazie dottore, CI VEDIAMO!

Lui se ne va, Isabella no.

-         Tu non vai?
-         No… sono in pausa
-         Davvero? Non vai a riposare?
-         No…  volevi compagnia o sbaglio?
-         Non sbagli
-         Hai visto brontolone? Che ti avevo detto, le cose si aggiustano pian piano
-         Già… - poi ricordo il sogno, a quanto pare la mia espressione lascia poco all’ immaginazione -  
-         Cosa c’è?
-         Niente un sogno… o almeno credo, non capisco mai se sogno o sono ricordi che arrivano a blocchi
-         Cos’ hai sognato, dimmi
-         Ero su un carro blindato e parlavo con un certo “Withlock” e -  la sento irrigidirsi e lascia la mia mano bruscamente – che c’è che ho detto?
-         Nie…niente, poi?
-         Parlavamo, mi diceva che dovevamo stare attenti ecc.. di non allontanarmi da lui e poi … Mi stava chiamando ma mi hai svegliato e non …
-         Oh scusami! Non ricordi altro?
-         Mi stava chiamando Mas… ma poi non ricordo. Possibile che non ci sia nulla su di me
-         Quando vi abbiamo trovato c’era l’inferno intorno a voi, non avevi nessuna piastrina o documento, non abbiamo trovato nessuno zaino, nulla. Bruciava tutto lì intorno e …
-         Come “abbiamo” , vuoi dire che tu?
-         Devo andare …  Scusami
-         Aspetta! Perché? Che ho detto…
-         Niente….non è colpa tua, devo andare.

Se ne và.

Mi lascia e non ritorna.

Ormai è notte. E sono di nuovo solo.

02 Luglio

Non la rivedo più fino a oggi, finalmente tolgo il gesso alle gambe.
Porto sempre gli occhiali scuri ma il dottore dice che sono migliorato e finalmente tra qualche giorno potrò stare senza. Ho ancora dei forti mal di testa e troppa luce mi dà fastidio. Vedo ancora un po’ annebbiato ma dicono che recupererò tutti i miei 10/10. Non potrei sopportare di portare occhiali da vista o lenti.

Isabella era svanita. Al suo posto veniva Angela o Lauren.
Cos’ era successo, cosa avevo detto di strano da farla scappare. La cosa mi stava uccidendo. Non volevo nemmeno metterla in imbarazzo chiedendo alle colleghe in continuazione. Dicevano che era occupata in terapia intensiva e che non poteva allontanarsi, così ho smesso.

Poi oggi.

Da dietro le lenti scure la vedo arrivare, è ancora molto sfuocata la sua immagine ma so che è lei, sento il suo profumo.

La schiena non è migliorata molto, fa un male cane, è rigida e piuttosto insensibile, causa una scheggia vicino alla vertebra. Devo stare attento a come mi muovo, se si sposta potrei rimanere paralizzato ed operare ora non è possibile. E’ un miracolo che l’altra notte , dopo il sogno, alla mia mossa involontaria azzardata di ritrovarmi seduto, non abbia complicato la situazione.

Mi lasciano sdraiato e mi trasportano in ortopedia col letto. Isabella è silenziosa.
La testa china, si guarda le mani e i piedi.
Un accenno con lo sguardo tanto per salutare.
Mi evita.
E’ arrivata insieme al dott. Cullen e lo specialista.
Il suo silenzio mi soffoca.

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Tutto perfetto, il gesso è tolto.
Non vorrei vedermi le gambe, saranno un disastro.
L’intervento, così mi dicono, era stato piuttosto complicato. Fratture multiple. Innesti di placche ricostruttive e viti.
Do un’ occhiata veloce e ,già per quello che riesco a mettere a fuoco, è un disastro. Solo livide ovunque, cicatrici estese. Mi viene da piangere e lo faccio, sono distrutto.
La sensibilità e poca, ho il terrore di non poter più stare in piedi come un tempo.



*******************************Flashback

Corro nel parco, I-Pod nelle orecchie, calzoncini e running ai piedi. Sono sudato , c’è caldo.

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Rapido, quel ricordo come è arrivato scompare. Sono immagini confuse, ma credo che mi piacesse fare jogging.
Bene! Sono sportivo e ora vedi che disastro sono i miei arti inferiori. Per non parlare della schiena.

Se non potessi guarire? Che farò.

Sto tremando, me ne accorgo solo perché il medico me lo fa presente.

-         tutto bene?
-         No… per niente
-         Ti fa male da qualche parte?
-         Ovunque, grazie
-         Vuole prendere qualcosa?
-         Tutto…… voglio solo tornare come prima
-         Ci vorrà del tempo
-         Certo…come no, non fate che ripetermelo. Voglio stare solo, mi scusi
-         Va bene, torno più tardi ad illustrarle le terapie di recupero, avremo un bel po’ di lavoro
-         Le farà lei?
-         Si io… che maleducato non mi sono presentato: Dott. Emmett Cullen, sono il suo fisioterapista
-         Cullen? Come il dott. Cullen?
-         Si è mio padre, fantasioso eh?
-         Si -  non riesco nemmeno a sorridere -  L’ infermiera Newton l’ aiuterà? – Isabella mi aveva solo accompagnato, poi era sparita nel vuoto, di nuovo –
-         Isabella è impegnata temporaneamente in un altro reparto. Ce la faremo anche da soli per il momento. La riabilitazione sarà intensa all’ inizio, dovrà essere forte, non scoraggiarsi. Farà male, non le posso mentire. Ma il suo fisico è resistente. Ce la farà. Poi in seguito quando lo deciderò, potrà seguire la terapia con le infermiere
-         Io mi fido di Isabella, vorrei lei
-         Aahh… non so cosa dirle, vedremo. C’è molto da fare e lei è molto esperta e brava. E’ molto richiesta e…
-         D’accordo, come non detto. Vorrei riposare se non le dispiace
-         Certo…. A più tardi

Mi lascia finalmente.
Isabella è fredda e distaccata e non capisco se non vuole lei o è davvero così impegnata. Forse mi sono illuso, forse io non sono diverso da gli altri pazienti qui.

Le ore passano.
Sempre tutto uguale.
Torna Emmet, parliamo del recupero delle mie gambe.
Torna il dottore per visitarmi la schiena e vedere se posso sopportare la fisioterapia. Porterò un tutore che mi limiterà i movimenti per evitare spostamenti della scheggia. Poi comunque mi dicono che l’ematoma si sta riassorbendo e presto potrò essere operato.

Sono terrorizzato, ho bisogno di lei. Isabella è l’unica che non mi fa agitare, qui accanto a me.

Era l’ unico piacere della giornata.

Dove sei Isabella?

I giorni passano, nessun sogno, nessun ricordo.
Sono fermo, piatto, in tutto.

Iniziamo la terapia ed è estenuante e dolorosa. Sento solo male ovunque e quando finiamo sono peggio di prima.
Sudato, sfinito.
Ho tolto gli occhiali.
Senza fonti forti di luce riesco a vederci abbastanza bene.
Fuori all’ aperto, sotto il sole , non posso andare ma almeno vedo con chi parlo.

Dove sei Isabella?

Voglio vedere i tuoi occhi. Sei una macchia confusa che si guarda le mani. Non ho potuto mettere a fuco il tuo viso.
Voglio te cazzo.
Non Angela, tanto carina e gentile.
Non Jessica, tanto carina ma invadente.
Non voglio Lauren, tanto carina ma insopportabile.

3 commenti:

  1. nn riesco a capire la reazione che avuto bella sentendo il nome di withlock quando edward gli ha raccontato il sogno...c'era anche bella in missione con loro?? e lo conosceva?? perchè nn va più da edward cosa gli a ricordato con quel sogno! stefyyyyyyyy aggiorna presto baci

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  2. povero Eddy... avverto che è successo qualcosa ma non so capire bene cosa... forse lui c'entra con la morte di qualcuno a lei caro... troppa confusione... Stefy aiutaci a capire...
    Sono di nuovo in un'ospedale con un baldo giovane che soffre... aaah che angoscia....
    Stefyyy che stai affàààààààà

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  3. Capitolo molto intrigante, davvero tesoro .. so che scrivo poco .. ma è per dire che mi piace e basta .. devo recuperare!!! e vedere cosa succede ora! secondo me è sconvolta perché l'ha visto bene! (ahahah! scherzo .. forse ...)

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